Vivere Orvieto



Dislocata su una massiccia roccia di tufo, di origine vulcanica, la piccola cittadina di Orvieto, di circa 5500 abitanti, sembra essere un perfetto connubio tra quello che la natura ha offerto e ciò che è stato costruito dall’opera dell’uomo. Come un’isola solitaria, con le sue pareti a picco, domina la verdeggiante valle del fiume Paglia lasciando a bocca aperta chiunque vi approdi. La sua posizione, le sue meravigliose bellezze artistiche, le sue doti culinarie unite ad una slow-life e a un’ alta qualità del vivere bene, rendono Orvieto un luogo ideale per soggiornare piacevolmente. Disposta nel cuore dell’Umbria, tra Lazio e Toscana, a metà tra Roma e Firenze, è facile da raggiungere sia in treno che con la macchina.

La storia della città è varia, si trovano, infatti, tracce di ogni epoca per circa tre millenni. Testimonianze etrusche ci fanno risalire ad una prima abitazione della zona tra la fine del IX secolo a.C.. Agli Etruschi, infatti, che si insediarono nelle grotte scavate nel grande masso di tufo, si deve l’origine di Orvieto. La città assunse ruoli primari nel Medioevo nelle invasioni gotiche, nelle lotte tra Guelfi e Ghibellini, citate anche da Dante Alighieri, e tra la seconda metà del 1300 e la prima metà del 1400 quando passò completamente sotto il dominio pontificio.


Testimonianza del passato sono gli innumerevoli palazzi e monumenti di cui Orvieto è piena. La città è attraversata da due strade perpendicolari che si uniscono al centro di Orvieto dividendola in quattro quartieri: Stella, Serancia, Corsica e Olmo a sua volta suddivisi in due contrade Cava e Pistrella. In questo punto nevralgico troviamo la “Torre del Moro” che con i rintocchi delle sue due campane ogni quarto d’ora scandisce il tempo di turisti e cittadini, e il palazzo adiacente, recentemente restaurato, chiamato “dei Sette”, una volta di proprietà del Papato, sede dei Sette e del Pontefice, ora adibito a centro culturale. Proseguendo tra i negozi di ceramica, arte e fonte di guadagno per numerose famiglie, si arriva in piazza Duomo dove erge maestosa la Cattedrale, simbolo e massimo capolavoro del Medioevo italiano ed europeo, vanto nel mondo per i cittadini. Sempre sulla piazza troviamo i tre più importanti musei della città: Museo Claudio Faina, innominato dagli abitanti per un’antica legenda e maledizione che il Faina stesso lanciò alla città, Museo Emilio Greco e il recente Museo dell’Opera del Duomo dove sono raccolte pitture, sculture e arredi sacri. Attraversando il Corso Cavour, arteria principale della cittadina, contraddistinta dai piccoli caffè e gli eleganti negozi di moda, si arriva a piazza della Repubblica dove si trova il Palazzo Comunale del XIII secolo e la Chiesa di San Andrea, restaurata nel Rinascimento e gestita attualmente dal pittoresco e caro Don Marcello. Punto commerciale il giovedì e sabato mattina è piazza del Popolo dove molti contadini e commercianti con le loro bancarelle formano il mercato di frutta, verdura e non solo. Domina la piazza il Palazzo del Capitano del Popolo divenuto sede di convegni e congressi nazionali e internazionali, di straordinaria bellezza con il suo colore dorato del tufo.

È facile perdersi per le piccole e strette vie del quartiere medievale dove gironzolando tra una piazzetta e un viottolo si possono visitare le Chiese di San Giovanni e San Giovenale e il Chiostro di San Giovanni, attualmente Palazzo del Gusto e sede di Città Slow.
Rendono ricco il patrimonio artistico e culturale di Orvieto anche il Teatro Mancinelli, restaurato recentemente e il cui sipario raffigura la cacciata dei Goti da Orvieto, l’affascinante città sotterranea con le sue grotte e cunicoli, le aree archeologiche, le numerose Chiese e il Pozzo di San Patrizio, fatto scavare da Clemente VII per avere l’acqua in caso di assedio della città.

La testimonianza del perfetto rapporto tra natura e architettura della città è rappresentata dal moderno sistema di “mobilità alternativa” che permette di raggiungere la rupe comodamente, da un lato la funicolare, dall’altro un ascensore e le scale mobili: segno di un centro storico pedonale che vuole essere, per cittadini e turisti, a misura d’uomo.